Itinerario in Oman fai da te tra moschee, forti e spiagge
Immagina di partire da Milano il 22 dicembre, con pochi gradi sopra lo zero, pioggia e nebbia, con destinazione finale… sabbia, palme, cammelli e cielo blu.
Sì, stiamo parlando di… Oman! Proprio quest’inverno siamo partiti per un viaggio che desideravamo da tanto tempo. Un viaggio che ci ha fatto innamorare di questo angolo di mondo, tra paesaggi mozzafiato, storia millenaria e atmosfere da mille e una notte. Abbiamo finalmente realizzato il sogno di vivere un itinerario in Oman!

L’Oman è una destinazione abbastanza richiesta dagli appassionati dell’avventura e dell’esplorazione, perlomeno recentemente. E il modo migliore per esplorare questo Paese, secondo noi, è con un viaggio fai da te. Quindi nelle settimane precedenti alla partenza, come sempre, abbiamo pensato ad un itinerario in Oman ben definito per sfruttare al meglio il poco tempo a disposizione e il budget (piccolo anche quello!) che avevamo.
Nell’articolo Consigli per un viaggio fai da te in Oman abbiamo racchiuso tutte le informazioni utili che avremmo voluto leggere noi prima di partire. Oggi invece ti raccontiamo il nostro tour in Oman in modo dettagliato: come spostarsi, distanze, costi, tempistiche.

L’Oman è un paese dalle dimensioni generose, quindi avere un piano di viaggio ci ha aiutati a non rinunciare a nulla di tutto quello che volevamo vedere, dedicando il giusto tempo ad agni cosa.
Ecco tutti i dettagli per organizzare un indimenticabile itinerario in Oman con il noleggio dell’auto!
Oman, itinerario fai da te. Giorno 1, Milano – Muscat
Partiamo da Milano Malpensa a mezzogiorno: è l’inizio di un’avventura che attendevamo da anni, un viaggio che ci porterà tra le meraviglie naturali e storiche dell’Oman. L’adrenalina è alle stelle!
Alle 20.00 siamo in Bahrain. Lo scalo notturno supera le 5 ore, quindi paghiamo l’ingresso nella elegante Pearl Lounge con lo sconto offerto da Revolut, mangiamo qualcosa e ci riposiamo un po’ prima del volo verso Muscat, che partirà alla 01.45.

Arrivati a Muscat ci dirigiamo verso il noleggio auto. Abbiamo prenotato tramite il portale DiscoverCars un’utilitaria con GreenMotion. Abbiamo tutti i dettagli per il ritiro notturno al parcheggio P3, ma a causa dell’orario e del sonno, ci mettiamo un po’ ad attivare la connessione internet con e-Sim ed entrare in contatto con il noleggio.
Raggiunto finalmente l’hotel (City Seasons Hotel & Suites, elegante e ben posizionato) lasciamo i bagagli, ci cambiamo (sandali e t-shirt, wow!) e usciamo subito per la visita di Muscat. Non vediamo l’ora di immergerci nel fascino della capitale!

Muscat è una città dalle linee pulite, senza grattacieli, caratterizzata da costruzioni basse che creano un armonioso ed elegante skyline.
Cominciamo il nostro tour con la Corniche di Mutrah, il lungomare di Muscat, che con la sua vista spettacolare sul mare, l’atmosfera particolare, le fontane un po’ kitsch ma affascinanti, ci fa subito sentire in vacanza.

Lasciamo l’auto vicino alla passeggiata: al porto di Mutrah i parcheggi sono a pagamento, ma lungo la Corniche sono gratuiti.
Arriviamo al mercato del Pesce, un’esperienza molto local da non perdere: qui cominciamo a vivere l’essenza dell’Oman più autentico. Il miglior momento per visitarlo è questo, la mattina presto tra le 6 e le 10.00, quando la città è più tranquilla e il mercato non è ancora affollato.

Continuiamo verso il Palazzo di Al Alam, la magnifica residenza del Sultano con le torri gemelle di Jalali e Mirani. Non possiamo entrare, ma l’imponenza del palazzo ci lascia comunque senza fiato.
Subito dopo visitiamo il Museo Bait Al Zubair (ingresso OMR 5, orari 09:00-17.00, chiuso venerdì) che ci dà una panoramica completa sulla cultura e sulla storia omanita, con oggetti tradizionali e fotografie che raccontano la vita quotidiana del Paese. Qui conosciamo Salim, che parla un po’ di italiano e con i suoi racconti ci immerge nella Storia dell’Oman offrendoci caffè e datteri.

Quando usciamo sperimentiamo il nostro primo, costosissimo, cappuccino omanita in un locale vicino, poi dato che cominciamo a sentire la notte senza sonno, torniamo in hotel per una doccia e un attimo di relax. Immaginando una situazione simile, avevamo richiesto all’hotel il check-in anticipato.

Cosa vedere a Muscat
Nel pomeriggio ci dirigiamo al Suq di Mutrah (9.00-13.00, 16.00-22.00), un mercato intricato dove è possibile comprare di tutto: incenso, spezie, tessuti, oro e, naturalmente, souvenir. È un posto perfetto per immergersi nei colori e nei suoni locali, con l’inebriante profumo di incenso che ci avvolge mentre passeggiamo tra le bancarelle.

Facciamo subito qualche acquisto e una sosta per un kekab accompagnato da ayran (yogurt salato da bere). Al tramonto saliamo al Forte di Mutrah (OMR 3, orari 8-23, venerdì 9-11 \ 14-18), per una vista panoramica spettacolare sulla città e sul mare.

Per cena ci fermiamo a mangiare in un ristorante tipico, Bait al Luban (Casa dell’Incenso), dove l’atmosfera è intima e i piatti sono tipici e abbondanti. Chiediamo un tavolo sul terrazzo: vista e atmosfera sono unici!

Per terminare la giornata, prima di tornare in hotel andiamo a vedere, dall’esterno, la spettacolare Royal Opera House di Muscat, che decisamente incarna la visione di progresso dell’Oman.
Giorno 2: Muscat – Misfat Al Abriyyin (315 km)
Dopo un’abbondante colazione in hotel partiamo verso la Grande Moschea Sultan Qaboos, in modo da essere al parcheggio per l’apertura (ore 8.00). Questa moschea è una meraviglia architettonica, e l’impressione che lascia è di vero stupore.

Il tappeto di preghiera, un tempo il più grande del mondo, e il lampadario in cristallo sono solo alcune delle sue attrazioni. La moschea è stata inaugurata nel 2001 per celebrare i 30 anni di regno dell’ex sultano.
L’architettura della moschea è davvero straordinaria: il minareto alto 90 metri, gli archi imponenti che si riflettono nel pavimento di marmo e i giardini circostanti sono solo alcune delle caratteristiche che rendono la moschea la meraviglia architettonica che è.

Per visitarla abbiamo dovuto vestirci in maniera appropriata: le donne devono coprirsi capo, braccia e gambe (caviglie incluse! Io ho rischiato di vedermi negato l’ingresso perchè l’abito non era abbastanza lungo). L’ingresso è gratuito, ma attenzione perchè ai visitatori è aperta solo dalle 8 alle 11.00 del mattino, ed è chiusa dal venerdì alla domenica.
Dopo questa visita, inizia ufficialmente in nostro tour on the road dell’Oman. Da Muscat ci dirigiamo verso l’interno dei monti Hajar, dove ci aspettano due forti molto affascinanti. Il primo è il Forte di Nakhal, piccolo, suggestivo e molto ben restaurato, dove restiamo circa mezz’ora.

Ci rimettiamo in marcia, facciamo una sosta presso una stazione di servizio per dei frullati stratosferici, poi per le 14.00 siamo al Forte di Bahla (OMR 3, orari 8.30-16.00, venerdì 8.00-11.00), che con la sua imponenza ci regala una vista mozzafiato dalla cima. I suoi interni, purtroppo, sono più spogli, ma il panorama è incredibile.

La visita dura circa un’ora, poi ci rimettiamo in strada e ci fermiamo verso le 15.00 al Forte di Jabrin (Jabreen Castle, OMR 3, orari 8.30-16.00, venerdì 8.00-11.00), più piccolo ma delizioso con le sue stanze ben conservate e i giardini interni. Il panorama sul palmeti circostanti è imperdibile!

Le strade che percorriamo sono bellissime e panoramiche, e spesso ospitano rustici negozi fornitissimi di delizie locali, come datteri ripieni, di cui facciamo scorta per casa.
Verso le 17.00 arriviamo finalmente a Misfat Al Abriyyin, piccolo paese di 500 anni sulle montagne, considerato il “villaggio più bello dell’Oman”. Qui il panorama sulle montagne di Jebel Shams è notevole (noi però non raggiungeremo la vetta, perchè occorre un fuoristrada).

Il piccolo paese è dedicato al turismo ma molto caratteristico, completamente pedonale. Fortunatamente abbiamo prenotato una camera in un accogliente hotel tradizionale di fango proprio all’inizio del paese, Basmat al Misfah (84,00€ incluse colazione e cena) perchè l’unico parcheggio si trova in questa posizione.

Dopo una passeggiata lungo il suggestivo percorso ad anello tra i palmeti, le coltivazioni a terrazze e le vie del paese (Plantation Circuit Trail), ci aspetta una eccellente cena tipica sul terrazzo.
Oman, itinerario fai da te. Giorno 3: Misfat Al Abriyyin – Nizwa (56 km)
Anche se qui non viene festeggiato, oggi è il 25 Dicembre! Il nostro “Natale alternativo” inizia con una deliziosa colazione sul terrazzo, con la felpa però, perchè le temperature sono bassine!

Poi indossiamo le scarpe da trekking e ci dedichiamo, durante la mattinata, al percorso W9C, che attraversa le coltivazioni e prosegue con la passeggiata nel wadi. Nel nostro caso, abbiamo deciso di tornare indietro dopo aver raggiunto il letto del fiume (circa 8 km a\r, 300 metri di dislivello).

Dopo 2 ore e mezza circa di escursione rientriamo, facciamo una doccia, lasciamo l’alloggio e ci rimettiamo in macchina, direzione Nizwa. 20 minuti circa dopo essere partiti facciamo una tappa al vicino Al Hamra, un villaggio tradizionale dove gli edifici di fango sono ben conservati: un’esperienza autentica e suggestiva.
Visitiamo la casa museo di Bait Al Safah (OMR 2), dove possiamo scoprire la vita tradizionale omanita, con dimostrazioni di mestieri tradizionali, come la macinazione del grano e la produzione dell’olio di palma.

Sulla strada, tra dromedari che brucano e piantagioni di datteri, facciamo una sosta a Tanuf (Tanuf Castle Ruins), dove ci sono i resti di un antico villaggio abbandonato. L’area è davvero suggestiva!
Arriviamo così verso le 13.00 a Nizwa, una delle città più storiche dell’Oman, conosciuta come “La perla dell’Islam”. Lasciamo anche in questo caso l’auto fuori dalle mura, portiamo i bagagli nel nostro alloggio (Riad Nizwa, che però non ha la stanza pronta) e usciamo a visitare la città.

Pranziamo con un economicissimo piatto indiamo, poi ci perdiamo nel magnifico Souq di Nizwa, ricchissimo e affascinante, con spazi al chiuso e spazi all’aperto, con la sua varietà di bancarelle che vendono spezie, datteri (da assaggiare!), artigianato e tessuti.
Verso l’ora del tramonto entriamo nel Forte di Nizwa, una delle principali attrazioni. Perfettamente conservato, dalle sue mura ci godiamo una vista magnifica sulla città e sulle piantagioni di datteri.

Per cena, sottovalutiamo la turisticità del Paese e ci ritroviamo a girare a vuoto nel vano tentativo di trovare un ristorante che abbia posto: è tutto pieno! Quasi convinti di saltare la cena, troviamo un tavolo al Turath Al Mandi Restaurant, economico ristorante yemenita vicino al nostro alloggio, dove andiamo a dormire subito dopo.
Giorno 4: Nizwa – Wahiba Sands (170 km)
Il nostro hotel purtroppo offre la colazione solo a pagamento (10€ a persona, prezzo della stanza 44,00€), così ci procuriamo qualcosa di locale in un negozietto e ce lo gustiamo davanti alla piscina, cercando di dare un tono al nostro pallore invernale!
Poi partiamo alla volta di Wahiba Sands. L’Oman racchiude tra i suoi confini 3 diversi deserti. Il deserto di Sharqiya Sands (o Wahiba, dal nome dei beduini che lo abitano) è il più vicino per chi visita il nord del paese.
Ci dirigiamo verso Al Wasil, piccolo villaggio e punto d’incontro con le jeep che ci porteranno al nostro campo tendato, dove passeremo la notte sotto le stelle: l’Authentic Desert Camp (112,00€ con colazione e cena, transfer OMR 20).
Abbiamo il contatto Whatsapp, un orario e un punto di ritrovo. Puntuali alle 14.45 ci aspetta il fuoristrada bianco che carica noi e altri viaggiatori, e in mezz’oretta di guida sulle dune arriviamo al nostro campo.

Qui ci aspetta un’esperienza unica che ci permette di immergerci completamente nell’atmosfera di questa parte selvaggia dell’Oman. Il piccolo campo tendato, confortevole ma essenziale, ha un bagno (esterno) per ogni tenda. Facciamo subito la doccia, dato che l’acqua è fredda e la temperatura si sta abbassando rapidamente!

Passiamo infatti dalla canottiera alla felpa in pile nel giro di poche ore, quelle in cui ci godiamo una passeggiata in libertà sulle dune al tramonto e l’ottima cena a buffet con piatti tipici. Dopo cena ci aspetta un simpatico intrattenimento musicale e tante chiacchiere intorno al fuoco!
Giorno 5: Wahiba Sands – Wadi bani Khalid – Ras Al Jinz (150 km)
Il giorno comincia con un’alba che non dimenticheremo mai. Con il proprietario del campo abbiamo concordato l‘escursione in jeep per vedere l’alba sulle dune. Probabilmente la levataccia non convince gli altri ospiti del campo, così siamo gli unici partecipanti. La temperatura, finchè non sorge il sole, è molto bassa, ma l’emozione …altissima!

Torniamo al campo che ormai è giorno, facciamo una ricca colazione tipica e organizziamo il rientro a Al Wasil, dove recuperiamo la nostra quattroruote. Presso il parcheggio c’è un locale (Al Nakheel Restaurant), dove togliamo le felpe e ci mettiamo i costumi da bagno. Poi partiamo in direzione Wadi Bani Khalid, un’oasi nel deserto famosa per le sue acque turchesi.

Per fortuna arriviamo presto, perchè la località è molto famosa tra turisti e locali, e il parcheggio è già quasi pieno! In circa 10 minuti di cammino arriviamo alla prima oasi dove è c’è un ristorante con tanto di sedie, tavoli e sdraio: qui si ferma la maggior parte dei locali.
Noi proseguiamo tra le rocce per altri 10 minuti, e ci fermiamo in un punto di facile accesso, non troppo affollato. Lasciamo gli zainetti e ci buttiamo per fare il bagno nelle piscine naturali che a tratti sono tiepide, in altri gelate, e ci rigenerano completamente!

Ci asciughiamo sulle rocce, ci cambiamo in una delle tende offerte dai locali per pochi spiccioli, e torniamo all’auto. Poi ci dirigiamo verso Ras Al Jinz, una riserva naturale che ospita una delle più grandi colonie di tartarughe verdi dell’Oman.
Facciamo il check in nella Ras Al Jinz Turtle Reserve, poi prendiamo possesso della nostra (costosissima, 257,00€) tenda.

La cena nella riserva è ancora più costosa, così in auto raggiungiamo un locale indiano (Manfadh Ras Al Had Al Shamila) che ci cucina alcune deliziose portate da asporto, che gustiamo sul tavolino fuori dal nostro alloggio!
Alle 21.00 partecipiamo al tour guidato per osservare le tartarughe che escono dall’acqua per deporre le uova. Essendo ospiti nella riserva il tour è incluso e abbiamo la prorità nel caso le tartarughine vengono avvistate, cosa che fortunatamente succede!

Per non disturbare gli animaletti viene utilizzata una luce rossa. Molto soddisfatti rientriamo alla nostra tenda e dormiamo come bambini, indecisi se partecipare o meno al tour delle 5.00 di mattina (anch’esso incluso).
Giorno 6. Itinerario in Oman fai da te, da Ras Al Jinz a Sur (60 km)
La mattina dopo la sveglia suona che è ancora buio, ma la pigrizia ha la meglio (ci siamo alzati prestissimo anche ieri!) e rinunciamo al tour dell’alba. In realtà poi ce ne pentiremo, perchè durante la colazione vediamo le foto degli altri ospiti che hanno partecipato… e parlavano da sè: alba sulla spiaggia, tante tartarughine e niente luci rosse! Peccato!
Intanto la giornata si è scaldata, e la riserva mette a disposizione degli ospiti una spiaggia libera molto bella (che raggungiamo in auto). Qui possiamo indossare il costume da bagno senza riserve e fare il bagno nel mare turchese fino all’ora del check-out.

La nostra abbronzatura è ancora tiepida, quindi ci fermiamo presso l’immensa e selvaggia spiaggia di Al Hadd per fare ancora un po’ di vita da mare. Siamo praticamente soli, ma con l’attenzione di coprirci quando ci alziamo dall’asciugamano (come già detto qui).

Doccia veloce e via: raggiungiamo verso le 16.00 Sur, una città costiera che un tempo era famosa per la costruzione di dhow (imbarcazioni tradizionali omanite). Tutt’ora è possibile visitare la Dhow factory, con il suo museo e il cantiere ancora operativo!

Passeggiamo lungo il lungomare, ammirando il faro e i castelli di Sunaysilah e Bilad Sur al tramonto. Poi visitiamo il suq, dove ci sono davvero pochissimi turisti e ci lasciano senza parole i numerosi negozi d’oro e orificeria, con collane che costano…. come casa nostra!

Ceniamo sul mare da Al Wajabat Al Suriyya con ottimi ed economici piatti tipici, poi ci spostiamo al confortevole ed economico Zaki Hotel.
Giorno 7. Itinerario Sur – Wadi Shab – Muscat (260 km)
Questa mattina, dopo un’ottima colazione ci dirigiamo verso il Wadi Shab, uno dei più famosi wadi dell’Oman, che raggiungiamo in un’oretta di guida. Lasciamo la macchina al parcheggio sotto al viadotto, facciamo il breve tratto di 2-3 minuti in barca per guadare un fiume (1 OMR a persona a\r) per attraversare la laguna che separa dall’inizio del sentiero. Poi iniziamo l’itinerario a piedi che costeggia acque cristalline, palme e formazioni rocciose rossastre.

Il percorso a piedi è abbastanza facile ma richiede calzature adeguate e abiti comodi. In circa mezz’ora arriviamo a destinazione, ma non ci sono strutture di alcun tipo. Qui facciamo il bagno, nell’acqua ci sono decine di pesci garra rufa (pesci pulitori) che, non appena messi i piedi a mollo, ci mangiano dolcemente la pelle morta.

Poi proseguiamo lungo il corso d’acqua a nuoto per 20 minuti fino a raggiungere un luogo semi nascosto, ma molto speciale! Si tratta di un’apertura strettissima nella roccia, in cui passa solo la testa, che dà accesso ad una grotta meravigliosa dall’acqua dalle mille sfumature azzurre.
Restiamo per circa 3 ore in totale, poi tornati all’auto ripartiamo e facciamo tappa al Bimmah Sinkhole. Si tratta di una dolina carsica con acque azzurre che ricorda un cenote messicano, ma decisamente meno… limpida!

L’ingresso è gratuito, parcheggiamo ma quando vediamo la pozza non siamo convinti e non facciamo il bagno. Ripartiamo subito per un’ultima sosta a Quriyat, un villaggio di pescatori senza grandi attrazioni, dove ci fermiamo per uno spuntino.

Per le 16.00 siamo rientrati a Muscat. Abbiamo prenotato due notti presso Lana Villa, graziosa struttura fronte mare da 110€ a notte. Purtroppo è un po’ disorganizzata (la nostra stanza non è pronta, non avevano un letto matrimoniale, il wi-fi non funziona) così usciamo per un giretto rilassante e vedere il tramonto sul Waterfront, Shatti Al Qurum Beach. Poi ci spostiamo: questa sera ceneremo al famoso Rozna Restaurant, un locale che è prima di tutto un’esperienza, ricavato all’interno di un castello.

L’atmosfera è suggestiva, con tavoli all’interno del caravanserraglio e stanza private sul perimetro, nelle quali si cena scalzi adagiati su tappeti. Noi abbiamo provato una di queste, e assaggiato carne di cammello e di squalo!
Giorno 8. Viaggio in Oman. Muscat (snorkeling a Daymaniyat)
Oggi partiamo presto per una giornata di snorkeling alle Isole Daymaniyat, una riserva naturale situata a 20 km dalla costa. Il ritrovo è alle 8.30 al Porto di Seeb. Le barche sono spartane, ma comode, e ci permettono di raggiungere le isole in meno di un’ora. Le acque cristalline e le spiagge bianche ci lasciano senza parole!

Vediamo pesci coloratissimi e nuotiamo con le tartarughe giganti, un’esperienza indimenticabile. Noi abbiamo scelto di raggiungere le isole con questa escursione organizzata che parte quotidianamente dal porto di Muscat… e ci siamo trovati benissimo! Ma se hai a disposizione due giorni ti consigliamo assolutamente di prenotare questa opzione, più avventurosa e immersiva!
Passiamo il resto del pomeriggio alla spiaggia Capital Area Yacht Club, frequentata esclusivamente da turisti e stranieri. Pagando l’ingresso (3 OMR venerdì e sabato, 2 OMR gli altri giorni, solo contanti) si accede ad uno spazio privato con lettini, ombrelloni e docce.

Per le 16.00 siamo nuovamente in camera per una doccia, poi andiamo al Oman Avenues Mall per un l’ultimo shopping prima di partire. Infine portiamo a lavare l’auto, perchè è richiesto che venga riconsegnata pulita dall’autonoleggio. Per fortuna il conto è very cheap! Mentre aspettiamo, vediamo un ristorantino super local (Grilled Fish&Seafood) da cui ci facciamo preparare due eccellenti piatti da asporto a base di pesce. Li gustiamo sul terrazzo del nostro alloggio, prima di un’ottima dormita.
Giorno 9. Ritorno in Italia
Il viaggio si conclude con il volo da Muscat al Bahrain, e poi il ritorno a Milano, giusto in tempo per festeggiare capodanno in Italia!
Il cuore è pieno di ricordi indimenticabili e un po’ di malinconia, ma anche un’immensa gratitudine per aver vissuto questo viaggio straordinario.

Il tuo non è un semplice articolo, ma un racconto che ci ha tenuto a focalizzarsi su un luogo magico, sembra dalle foto uscito da un libro di fiabe paesaggi bellissimi, una cultura millenaria, ottimo cibo e una splendida architettura, in più le foto dell’escursione hanno mostrato anche un lato più selvatico per gli amanti del trekking e dello sport una meta adatta a tutti, le informazioni come sempre sono precise e preziose per chi visiterebbe questi luoghi per la prima volta.
Grazie mille Katrin, spero tanto che il nostro diario sia utile a chi vorrà viaggiare in questo Paese, e chi lo sa, magari anche tu!!
Che itinerario fantastico! Mi hai davvero stupita e incuriosita con questo racconto. È da tempo che sogno un viaggio del genere, e dalle tue parole e dalle foto capisco che vale davvero la pena andarci. L’idea di un viaggio fai da te tra deserti, forti e spiagge è proprio quello che cerco.
Scusa una domanda: secondo te qual è il periodo dell’anno migliore per visitare l’Oman, magari quello meno affollato di turisti?
Guarda, escludendo l’estate (troppo calda, al punto che perfino i campi tendati sono chiusi) le altre stagioni sono perfette per l’Oman, come clima. Sicuramente il periodo in cui siamo stati noi (dicembre \ gennaio) è anche il più richiesto, ma non abbiamo mai trovato folle! Se vuoi andare sul sicuro scegli ottobre \ novembre: prezzi bassi, zero turismo e ottime temperature!
Che viaggio da sogno! Leggendo il tuo racconto ho quasi sentito il calore del sole omanita sulla pelle, lontano dal grigio inverno italiano. Amo l’idea di passare dalle fredde nebbie della nostra Pianura Padana a paesaggi ricchi di storia, tra moschee maestose, antichi forti e spiagge da cartolina. L’Oman è un paese che è sulla mia lista da un po’ proprio perché se ne parla poco, e qualche tempo fa ha acceso la mia curiosità. Mi hai davvero ispirato a mettere l’Oman in cima ai miei prossimi viaggi, per vivere quell’atmosfera magica e autentica che solo un luogo così sa regalare. Il tuo itinerario, così dettagliato, mi ha trasmesso una sicurezza in più: ora ho molte più informazioni su cosa vedere e fare lì. Grazie di cuore per aver condiviso questa meraviglia!
Wow Lety grazie mille, direi che hai percepito tutte le good vibes di questo Paese che ci ha lasciato solo bei ricordi!!