Il nostro alloggio, in cui siamo arrivati dopo l’ora di pranzo, è stato per due notti Natyva House, una selvaggia, ma curata camera vista mare (54,00€ a notte con colazione inclusa) e accesso diretto alla spiaggia (Emerald Beach). Abbiamo passato al sole il resto del pomeriggio, e cenato nel ristorante a fianco del nostro alloggio, pronti per un’ottima notte cullati dal rumore delle onde del mare.

Preferisci alloggiare all’interno del parco? Ti consigliamo di dare un occhio al sito ufficiale. Qui puoi trovare le indicazioni utili anche se vuoi campeggiare: puoi portare la tua tenda o affittarla, ma ci sono anche altre soluzioni come bungalow o i più raffinati (e costosi) ecohab.
Ingresso al Parco: costi, code e trucchi
La mattina successiva al nostro arrivo facciamo colazione, poi con l’auto raggiungiamo l’ingresso del Parco Tayrona, a cui dedicheremo la giornata. L’entrata più vicina è El Zaino (6 km dal nostro hotel, circa 1 ora da Santa Marta), dove però prima dell’apertura troviamo già molta coda!

Non una fila leggera, ma quella che ci fa capire subito che non siamo stati gli unici ad aver avuto questa idea.
Per entrare nel parco in auto occorre che una persona resti in attesa in macchina, mentre un’altra si mette in coda per acquistare i biglietti d’ingresso (62.000 COP per stranieri, per i colombiani il prezzo è inferiore) e l’assicurazione obbligatoria (2.500 COP al giorno). La coda ci porta via più di un’ora.

Consiglio pratico: arriva prestissimo, oppure entra a piedi lasciando l’auto fuori in un parcheggio a pagamento all’ingresso del parco. Questo però ti richiederà di percorrere 4 km sulla strada per arrivare al parcheggio, punto da cui partono i trekking a piedi, oppure di pagare per lo shuttle (un minibus), che parte però ad orari non precisati.
Dal parcheggio principale si può affittare un cavallo (con guida), oppure iniziare i trekking.
Trekking nel Parco Tayrona: difficoltà, lunghezza e tempistiche
Qui giungla ti avvolge subito: il Tayrona, dichiarato Riserva della Biosfera UNESCO, è uno degli ecosistemi più intatti della Colombia, un mix di foresta tropicale, spiagge caraibiche e oltre 400 specie tra uccelli e animali.
L’idea iniziale era ambiziosa: raggiungere le rovine del Pueblito, un antico sito archeologico immerso nella foresta, situato sulla cima della montagna dietro Cabo San Juan. Una versione ridotta della famosa Ciudad Perdida, per la quale occorrono diversi giorni di trekking guidato.
Ma dopo poco capiamo che le condizioni reali sono diverse da quelle immaginate. Il caldo è intenso, l’umidità altissima, e il sentiero è stretto e pieno di persone, molte delle quali chiaramente non preparate.

Spesso siamo in coda anche qui. Il ritmo si abbassa, le pause aumentano, e anche la fatica si fa sentire.
Così decidiamo di fare il trekking più conosciuto, quello fino a Cabo San Juan, circa 5 km tra giungla e costa. La prima tappa è Cañaveral, magnifico view point sul mare, dove però è vietatissimo farvi il bagno: la forza delle onde qui è impressionante! Idem ad Arrecifes.
Finalmente arriviamo alla grande spiaggia che tocca Cabo San Juan, che vediamo affollatissimo. Decidiamo di fermarci e goderci un tuffo improvvisato nel mare pazzesco (Playa La Piscina) che abbiamo davanti. Ecco la mappa del percorso: circa 5 km, 2 ore di cammino. Qui, se hai fame, puoi mangiare qualcosa in uno dei chioschetti.

Dopo circa cinque ore complessive di cammino, torniamo verso il parcheggio. Non distrutti, ma sicuramente provati! E con la consapevolezza che il Tayrona non è una semplice passeggiata: è accessibile, sì, ma va preso sul serio.
Quindi, quanto è difficile davvero il trekking? La risposta reale è: medio-facile… ma con variabili dovute al caldo umido intenso, e a quanto è frequentato il percorso.
Cosa vedere, come mangiare, dove fare il bagno
Come già datto, Tayrona è una Riserva della Biosfera UNESCO e uno degli ecosistemi più ricchi della Colombia. Lungo il tragitto incontriamo scimmie urlatrici, granchi blu, formichieri e uccelli mai visti.

Si può fare il bagno a Tayrona?
Domanda che noi, stupidamente, non ci siamo fatti. Con il risultato di ritrovarci a fare il bagno in mare… in mutande! La risposta in realtà è: dipende dalla spiaggia! E’ vero, alcune sono pericolose, per le correnti forti. Altre, come La Piscina, sono sicure: segui sempre i cartelli, ogni anno ci sono incidenti… Ma soprattutto, metti (o porta!) il costume da bagno!!

Devo portare cibo e acqua? Contrariamente a quello che molti pensano, non sei isolato. Anzi, nel parco ci sono punti ristoro ogni 500 metri circa. Quindi potrai evitare di portare zaini pesanti, e acquistare lungo il percorso bibite, gelati e piatti caldi.
Consiglio: porta comunque acqua e snack, i prezzi sono più alti dentro al parco.
Ricorda in ogni caso la crema solare e un repellente per insetti. Non ci è stato chiesto invece, come alcuni scrivono, il vaccino per la febbre gialla (che comunque noi avevamo).
Sevono le scarpe da trekking? Sì! Per le camminate è indispensabile avere un buon paio di scarpe da trekking. E’ impensabile usare infradito o ciabatte, se proprio non ti dà fastidio avere i piedi bagnati, puoi accontentarti di un paio di scarpe da ginnastica.
Molto bello il tuo articolo! Ricco di informazioni interessanti e ottimi suggerimenti! Ben fatto! Complimenti!
Grazie mille Tamara!! Abbiamo cercato di essere.. più utili possibile!!